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Sospensione di RadioCarta: la lettera di AMISnet a Carta

A cura di Marzia Coronati • 14 Febbraio 2008

 Per la trasparenza e il rispetto dovuti alle emittenti che hanno trasmesso Radio Carta in questi quattro anni e agli ascoltatori del nostro programma, vogliamo mettervi a conoscenza dei motivi che ci hanno spinto a sospenderne la produzione.

Di seguito potete leggere la lettera che abbiamo inviato agli amici del settimanale Carta, con cui abbiamo realizzato la trasmissione dal 2004 ad oggi.

Cara Redazione

vi scriviamo queste righe per mettervi al corrente che dalle nostre recenti riunioni di redazione è emerso un profondo malessere nel valutare i nostri rapporti.
La collaborazione nata tanti anni fa ormai, appare avvizzita, senza forza e ci domandiamo quale sia il senso di
procastinarla in questa maniera. Potremmo citarvi tanti esempi di come la comunicazione interna sia andata via via diminuendo, fino a scomparire quasi del tutto. Non vi nascondiamo neanche che uno degli elementi che ci ha piu’ fatto riflettere e’ stata la vostra attitudine:
per la manifestazione del 20 ottobre scorso, quando lo spot radiofonico che ci avete chiesto di realizzare (a costi zero, come avete la consuetudione di fare), e’ stato dato al PRC che lo ha distribuito a pioggia alle radio commerciali. Scelta strategica sicuramente azzeccata. Peccato pero’ che i soldi (tanti) spesi siano andati in alcuni casi a emittenti della stessa città dove altre antenne mandano in onda la produzione che co-firmiamo. Immaginiamo che non sia stata una scelta vostra, ma non diteci che non sapevate che c’e’ un circuito di venti
radio che da anni vi mette in onda e che avreste potuto suggerire a chi, a sua volta, vi aveva chiesto lo spot.
Un circuito che da anni fa circolare in onda il vostro nome e che non avete, in questa come in altre occasioni, avuto il coraggio o la lungimiranza di valorizzare.
Una cosa che ci ha lasciato a lungo con l’amaro in bocca e della quale abbiamo dovuto dare conto alle radio che ci avevano segnalato l’ “inconveniente”, alquanto spiacevole anche perchè come al solito non ci avevate comunicato nulla.

Il nostro, sicuramente parziale, punto di vista è che questo sia il segno di un “ombelichismo” del quale come piccole e medie strutture siamo tutti vittime e che impedisce spesso di guardare oltre il proprio giardino. A dirla con una battuta, forse non e’ la sindrome NIMBY (not in my back yard), ma JIMBY (just in my back yard)!
Inutile parlare del fatto che sul vostro sito la pubblicazione della trasmissione avviene spesso con ritardi alcune volte di settimane, il “piede” pubblicato recentemente (iniziativa peraltro lodevole) porta l’indirizzo di posta elettronica di una persona che non lavora al formato da piu’ di un anno…sono questi alcuni altri esempi di
quell’ombelichismo che percepiamo e che in qualche modo frena senza indulgenza quella che chiamiamo collaborazione.

Credete che le radio locali che trasmettono il programma possano essere per voi uno strumento importante di divulgazione dei contenuti del vostro giornale?

E’ una domanda che si pone chi, dall’altra parte del vetro, porta avanti un lavoro con passione, e si amareggia di fronte a una collaborazione che percepisce sempre più come un rapporto a senso unico.
Ovviamente non ci consideriamo assolutamente immuni dall’evolversi di questa situazione e siamo consapevoli che tanti errori sono venuti anche da parte nostra.
Probabilmente ha ragione Piero Sansonetti quando sulle vostre pagine scrive che forse è arrivato il momento di buttar via i vecchi gionali di sinistra (e per analogia direi produzioni editoriali) che stiamo facendo e alzare il livello delle ambizioni per produrre qualcosa di nuovo.

A seguito di lunghe discussioni interne, la decisione emersa e’ quella di sospendere momentaneamente la produzione Radio Carta dal prossimo giovedi 14 febbraio.
Siamo sicuri che continueremo a camminare nella stessa direzione e che non mancheranno nuove occasioni che ci auguriamo possano portare a un rinnovato spirito collaborativo. Per il momento pero’ ripassiamo la linea allo studio in attesa del prossimo collegamento.

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